Risate a scena aperta con «Pigiama per sei»

  NICOLOSI-Si sa,Feydau insegna.  Se, infatti, quella formuletta tutta equivoci nascenti da giochi di parole e situazioni non venisse riadoperata, priverebbe di un certo “quid”  la commedia brillante. Non si inventa quasi nulla, si sa. Si reinterpreta, semmai, la formula. Così hanno fatto gli autori di «Un pigiama per sei», Marc Camoletti e luigi Tani. Simpaticamente riproposti dagli attori della compagnia Sicilia teatro» (Rita Stivale, Conetto Venti, Carmelita Mazza, Gaetano Di Benedetto, diretta da Tino Pasqualino) a cui si sono aggiunti per l’occasione Filippo Aricò (che ha curato anche la regia) e Letizia Catarraso. Dove? Li ha ospitati la rassegna «Etneadi ‘96», al parco dei Monti Rossi, giorno 12 agosto.
Divertente guazzabuglio di paradossi intorno al tema dell’adulterio, «Pigiama per sei» è la storia di un marito che invita a casa l’amico in occasione di una Testa, imponendogli «ufficialmente» come amante quella propria, presente anche lei alla riunione (ignorando, nel contempo, che l’amico fedele lo tradisce con sua moglie); l’arrivo di una domestica – e alla fine del marito di quest’ultima — scatena altri malintesi e scambi di coppia.
Narrazione snella, priva di impantanamenti, è stata diretta con ironia, nella messa in scena del 12 (una «prima» per Catania, a causa della traduzione in un vivacissimo dialetto in bilico tra Martoglio --'nsalanutu; sfurcatu -- ed espressioni odierne) per il poco numeroso pubblico di Nicolosi. Divertenti anche le trovate inserite nel testo, come la caotica preparazione del desco e la zuffa tra i personaggi, buffissimi prestiti delle comiche del film muto; una prova dall'esito complessivamente positivo, questa, per una compagnia teatrale — sorta m un quartiere come S. Cristoforo, a Catania, nell'80, oggi «coniugata» con l'associazione Mario Giusti — alla ricerca di una collocazione maggiormente definita.
Se certi caratteri — la svampita Giacomina (Catarraso) — prendono corpo nella trama, a farla da padrone sono stati piuttosto gli interpreti
maschili, che con il loro «vestito» comportamentale hanno fatto sorridere più di una volta gli spettatori nell'ampio spazio della pineta, soddisfatti di quelle liberatorie quattro risate.


Gabriella Reina
LA SICILIA  12/8/96

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