Divertente 'Noblesse Oblige' al Don Bosco con la Compagnia Sicilia Teatro
Felicemente semplici
Due atti scorrevoli, attori ben calibrati e una regia agevole
Da tempo le compagnie teatrali dialettali
siciliane catanesi minori "mettevano mano"
all'adattamento teatrale che Ciccino Sineri ha
scritto sulla base di Miseria e Nobiltà di Eduardo
Scarpétta. Vuoi perché quando un testo è
troppo "visto" diventa difficile renderlo ancora
gradevole, vuoi perché molte compagnie, per
lo più quelle più improvvisate, preferiscono
rimaneggiare direttamente l'autore partenopeo
e, spesso, con approssimativi canoni teatrali.
La compagnia Sicilia Teatro, diretta da Tino
Pasqualino, ha scelto, felicemente m'è parso, la
via dell'estrema semplicità badando ad una
cura più alterale che effettistica. "Noblesse Oblige", questo il titolo imposto
da Sineri, traccia sventure e finte fortune di una
coppia di disgraziati amici che tirano la giornata e la concludono con il sorriso qualunque
cosa accada, importante essere riusciti a "riempire la pancia", anche se le rispettive mogli li tartassano di giusti improperi e bastonature
continue.Lo spettacolo vede aprire il sipario con un
coraggioso espediente di Pasqualino che,
volendosi rifare alla commedia dell'Arte, ha
voluto imprimere come affettuoso attaccamento a quel tipo di spettacolarizzazione:
chiede ai suoi attori di farsi trovare scompostamente
dislocati in scena, ancora impreparati per la
pièce, e li invita a "piazzarsi immediatamente".
Gli attori eseguono, con il supporto di una
mascherina vezzosa sul viso, correndo sul proscenio con un piccolo sollazzo che prepari il
pubblico al divertimento. Gradevole ma un po' tìnto. Queste cose bisogna averle
proprio dentro per poterle eseguire con sincera convinzione. I due atti sono stati scorrevoli e deliziosi nell’ agire, nel rispetto della comicità senza
carrettelle. Gli attori ben calibrati e, per alcuni,
piacevolmente sorprendenti: Gaetano Di Benedetto, che riesce a crescere
ad ogni sua nuova rappresentazione dando caratura ai suoi personaggi,
scopre pian piano il gioco della complicità lavorando sulla sua stessa persona e non
sugli ammiccamenti -banali verso il pubblico;
Nuccio Anastasi, beneficia di un affiatato compagno di scena
per dare una buona prestazione,
anche se a volte la distrazione sembra perderlo e fargli
perdere occasioni di buona presenza
attorale; Rosaria Ventura, una sorprendente caratura personale
che impone la sua pur breve
parte con energia e, soprattutto, con grazia;
Giovanna Pellegrino, in parte ma un po' in ritardo
sui ritmi di tutto il resto della compagnia;
Mimmo Salvo, delizioso nel suo ricamo artistico"
sul suo personaggio,-bravo nel, suo,:
"offrir di battuta"; Maria Maugeri, che sostiene
un secondo atto con prorompente energia e
convincente comicità, se fosse stata sostenuta
dai fiati avrebbe reso un'interpretazione impeccabile.
Completano il gruppo Ernesto Calcagno, divertito ma non "calcante";
Silvana Nassetta, dolcissima; Bianca Biriaco, Filippo Russo,
Angelo Scammacca e Nino Aiello.
Pubblico divertitissimo e consenziente verso una
furba ed agevole regia.
Filippo Aricò
![]() |
![]() |
|
Teatro Don Bosco
|
Cosa Pensano di noi |
|
Teatro Don Bosco
Viale Mario Rapisardi ,54 - CATANIA Gruppo D'arte Sicilia Teatro
diretto da Tino Pasqualino in collaborazione con Associazione Mario
Giusti
|